CENTRO COMMERCIALE – NO ad un progetto mal ideato e di queste proporzioni, anche dal Capogruppo di Maggioranza.

La Giunta comunale ha deciso di accogliere la richiesta, avanzata dal proprietario del terreno agricolo “ex marcita”, di destinare ad uso commerciale la parte del terreno adiacente a via Bergamo, per una superficie complessiva di circa 7500 mq, ed una possibilità edificatoria di massimo 3750 mq. Dal progetto presentato, sull’area potrà sorgere un centro commerciale (si ipotizza un supermercato alimentare) classificato di medie dimensioni: la superficie occupata potrà essere al massimo di 1500 mq con un’altezza massima di 10 m. Queste dimensioni sono appena sotto il limite della grande distribuzione, in cui gli edifici commerciali partono da 1501 mq. Per farsi un’idea corretta delle dimensioni prendiamo il Carrefour di Siziano e moltiplichiamolo per circa cinque volte.

Risultati immagini per marcita siziano

A nostro avviso un intervento di questo tipo presenta diverse problematiche. Prima di tutto l’impatto visivo di un capannone industriale di quelle dimensioni proprio all’ingresso del paese; in secondo luogo le difficoltà di viabilità connesse all’incrocio di una strada a forte percorrenza come la Vigentina con una strada comunale. Sottolineiamo infine l’aspetto ambientale: ricordiamo che alle marcite è riconosciuta a livello europeo una valenza di tipo storico, paesaggistico e faunistico. Sono infatti previste fin dal Regolamento Cee 2078/92, per arrivare al  PSR 2014-2020 della Regione Lombardia, misure di sostegno con sovvenzioni anche a fondo perduto per salvaguardare e valorizzare questo paesaggio distintivo delle pianure lombarde.

La  proposta ad oggi presentata non porta secondo noi vantaggi economici. Il nostro Comune non incasserà neanche un euro di oneri di urbanizzazione in quanto il costruttore si impegnerà in varie opere secondarie: tombinare via Bergamo (allargando la strada e creando una pista ciclabile che si ricollega con via sant’Anna, dove nemmeno esiste una pista ciclabile a cui raccordarsi), realizzare i parcheggi in via sant’Anna, cedere al Comune – non a titolo gratuito – la restante parte della marcita (circa 8000 mq). Tutte queste opere saranno a scomputo, ovvero il loro valore deve essere sottratto dalle tasse che il costruttore dove versare come oneri di urbanizzazione. La Giunta ha dichiarato che il costo di realizzazione di queste opere è superiore agli oneri stessi, pertanto le casse del Comune rimarranno all’asciutto.

Alla fine di tutto ci sarà un centro commerciale eccessivamente grande per la nostra realtà, una pista ciclabile che non si collega a nulla, un’area verde che già esiste ma che dovremo mantenere con i soldi pubblici e su cui l’amministrazione vuole realizzare un parco senza che ne abbia però le risorse economiche!

Quando si riqualifica un’area depressa – come la periferia del nostro comune, che però può essere considerata come biglietto da visita del nostra paese per chi viene da Pavia – bisogna valutare quattro aspetti:

1) la riqualificazione economico-produttiva

2) la fornitura di servizi per i cittadini, ad oggi non disponibile

3) la ricomposizione di un tessuto sociale che spinga il cittadino ad uscire di casa e a vivere quella parte di paese, senza lasciarlo diventare un paese dormitorio e facendo in modo che tutte le attività commerciali ne risentano positivamente

4) la tutela dell’eventuale patrimonio ambientale-naturalistico e culturale

Siamo profondamente convinti che un progetto di questo tipo non fornisce sufficienti benefici in nessuno dei quattro campi, escluso in piccola parte quello economico.

Il nuovo centro commerciale sarà una struttura mastodontica, il cui parcheggio sorgerà dalla parte della S.S. Vigentina. Questo farà sì che la gente si recherà alla struttura senza minimamente sfruttare gli altri esercizi commerciali circostanti: una routine basata su arrivo in auto, parcheggio, acquisto e allontanamento dall’area, routine che nulla porterà agli esercenti già attivi nella zona e che chiedono una vera riqualificazione del quartiere, allo scopo di sopravvivere e di continuare a fornire servizio indispensabili alla comunità.

Aggiungiamo, come si è chiesto anche il capogruppo di maggioranza (che ha espresso la propria opinione contraria): che sostenibilità ha, a lungo termine, un tale progetto? Quali saranno le conseguenze per la viabilità e il traffico? E per la sicurezza?

Non ha nulla da dire l’Assessore all’ambiente in merito alle conseguenze ambientali, al consumo di suolo e all’aumento di traffico e inquinamento?

 

Non abbiamo avuto risposte soddisfacenti a queste domande. La Giunta si è limitata a dire di sì al costruttore ma non ha idee valide e complessive sulle possibilità di sviluppo futuro. È sufficiente un centro commerciale per far rivivere quella parte di paese? Non sarebbe più costruttivo fornire quell’area anche di servizi pubblici? La piccola distribuzione non potrebbe dare un contributo importante e migliore? Non sarebbe stato meglio uno spazio per l’aggregazione sociale? Purtroppo sono tutte questioni che la Giunta non ha considerato.

Inoltre il Sindaco ha fatto uscire un articolo su “la Provincia pavese” – il cui titolo era “Siziano, il comune dà il via libera al centro commerciale“ – prima ancora che il Consiglio comunale si fosse espresso sul cambio di destinazione d’uso dell’area, da area verde destinata a servizi a destinazione commerciale, senza la quale nessun centro commerciale potrà aprire! Questo denota l’assoluta mancanza di rispetto e di riconoscimento del ruolo istituzionale del Consiglio comunale. Mercoledì sera la maggioranza si è infatti spaccata: dei 9 voti espressi su 11 (mancavano infatti 2 consiglieri, il totale sarebbe 13), hanno votato favorevolmente 6 consiglieri, mentre i contrari sono stati 5 (noi 4 di Siziano Democratica e il capogruppo di maggioranza).

Siziano Democratica non è contraria a priori ad un progetto commerciale ma non può essere d’accordo con un progetto che non porterà nulla ai cittadini oltre alla distribuzione commerciale e che andrà ad incidere negativamente su un area ad alto valore storico ed ambientale.

 

Serve un’idea migliore di paese!

Lo dobbiamo ai commercianti e ai residenti della zona, che meritano una vera riqualificazione che tenga conto di tutti gli aspetti della vita del cittadino e degli esercenti.

Questo progetto porterà benefici unicamente ai costruttori, che – come sempre accade da quando questa giunta amministra senza governare –  vedono sempre riconosciuti i giusti loro interessi senza che la Giunta intervenga per portare reali benefici per la popolazione.

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